La culla del riso Carnaroli

Le origini del Re dei Risotti

Recentemente, è stato attestato che il riso superfino Carnaroli è stato selezionato e coltivato per la prima volta nelle risaie che circondavano Paullo, dal risicoltore e agronomo Angelo De Vecchi. E’ nel lontano 1945 che, grazie allo studio sistematico e agli innumerevoli test effettuati su ogni porzione di risaia, nasce la pianta di riso e conseguentemente il seme del riso Carnaroli, ottenuto dall’incrocio tra il “Vialone” e il “Lencino”, con una cariosside di Oryza sativa japonica più affusolata e più lunga del consueto.

L’Ente Nazionale Risi

In seguito, nei primi anni ’80, Achille De Vecchi (il figlio dell’ideatore del Re dei risotti) deciderà di cedere con atto notarile all’Ente Nazionale Risi, il materiale vegetale per proseguire la selezione conservatrice di questa varietà. E’ da allora che questo prodotto di eccellenza dell’agricoltura italiana viene conservato in purezza dall’Ente Nazionale Risi, nel Centro Ricerche sul Riso di Mortara.

Carnaroli, il riso a DNA controllato

Il nostro riso Carnaroli gode anche della certificazione “DNA Controllato”, rilasciata dal Distretto Rurale “Riso e Rane” a seguito delle analisi condotte dalla Piattaforma Genomica del Parco Tecnologico Padano di Lodi. Attraverso queste analisi, si garantisce che questa particolare varietà di riso è nata e cresciuta nel suo territorio di appartenenza, a garanzia della sua tracciabilità ed identità territoriale.

La nostra rassegna gastronomica: Gustariso

Gustariso

Ed è proprio per celebrare il Re dei Risotti che ogni anno, tra Ottobre e Novembre, ha luogo la rassegna gastronomica Gustariso – In riso veritas: un’occasione imperdibile per gustare le rielaborazioni a base di Carnaroli proposte dai ristoratori di Paullo e dintorni. E, naturalmente, il riso utilizzato è quello fornito e certificato dal Distretto Rurale Riso e RaneRiso Carnaroli DNA controllato